Il 2009 è stato l'anno del clima e dal 7 al 18 dicembre 2009 a Copenaghen si è tenuta la "XV Conferenza Onu sul Clima - COP 15", la più grande e importante conferenza sui cambiamenti climatici della storia. Il meeting delle Nazioni Unite è stato una grande opportunità per raggiungere un accordo condiviso che consenta di preservare il pianeta dal rischio di calamità derivanti dall'innalzamento delle temperature, il cosiddetto "Global warming".
E' stato a dir poco allarmante il video che ha dato inizio alla conferenza: bambini di diverse nazionalità che chiedono "Please, save the World!", "Per favore salvate il mondo!", dopo scene catastrofiche in cui la terra, deserta, è colpita da bufere, tempeste e terremoti. Una provocazione e una previsione per spronare i capi di Stato presenti a prendere provvedimenti adeguati sullo stato climatico.
192 gli Stati presenti con due obiettivi comuni: trovare un accordo per ridurre le emissioni di gas serra e trovare il denaro necessario per gli aiuti e le tecnologie pulite per i Paesi poveri.
Il risultato del summit di Copenaghen, pur essendo stato per molti una delusione, viene percepito in maniera diversa dai vari Paesi: Cina e Stati Uniti i più soddisfatti, mentre i Paesi insulari e quelli in via di sviluppo in genere sono rimasti decisamente delusi; e i delegati dell'Italia tra questi (www.minambiente.it): hanno infatti giudicato "un fallimento" il Vertice e giudicano il basso impegno di Cina e USA la principale causa di tale risultato.
A conclusione del Vertice non si può dire di aver raggiunto un trattato vincolante ma un accrdo tra Paesi, nella prospettiva che un accordo vincolante venga raggiunto entro un anno.
Su www.greenme.it Simona Falasca il giorno dopo la chiusura della conferenza ha riassunto (http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/1421-conferenza-di-copenhagen-2009-il-giorno-decisivo-per-salvare-il-clima-):
"Nell'intesa raggiunta nella maratona notturna, non si fa minimamente accenno agli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, né a
breve, né a lungo termine. In pratica, anche se ancora non è stato redatto un documento ufficiale, si è affermata la bozza [...] avallata alle 22:00 di ieri sera dal vertice straordinario tenuto tra USA, India, Cina e Sudafrica."
Di certo, dunque, l'accordo stabilisce solo la soglia dei 2 gradi come aumento massimo delle temperature e i fondi che verranno stanziati per incrementare le tecnologie "verdi" nei Paesi in via di Sviluppo: 30 miliardi di dollari tra il 2010-2012 fino ad arrivare a 100 miliardi di dollari entro il 2020. Calcolando che la prima bozza messa sul piatto dalla Danimarca all'inizio della Conferenza parlava di 10 miliardi, non si può negare il passo avanti anche se resta aperto il punto cruciale: gli obiettivi di riduzione di CO2 al 2020 comparati ai livelli delle emissioni del 1990 e del 2005; su questo fronte tutto rimandato.
Ma andiamo con ordine. Ieri mattina il discorso con cui Obama, giunto nella capitale danese con il peso degli occhi di tutto il mondo puntati addosso, aveva subito fatto intendere che dagli USA non sarebbero arrivati nuovi impegni e neanche il tanto atteso miracolo che molti speravano con l'arrivo del neo premio Nobel per la Pace. Obama, prima di incontrare il premier cinese, nonostante abbia precisato che "l'America è pronta a prendersi le sue responsabilità in quanto leader" e che "siamo qui non per parlare, ma per agire" si è limitato a confermare la riduzione di C02 entro il 2020 del 17% rispetto al 2005, così come previsto dalla legislazione pendente davanti al Congresso. E, quando il Presidente americano nel suo discorso in cui ha ribadito l'importanza della lotta ai cambiamenti climatici definendoli non fantascienza, ma "pericolo reale", ha ammesso che è necessario "accettare un accordo imperfetto", è stato chiaro a tutta la platea e a tutto il mondo l'epilogo. Un epilogo che è arrivato in serata, a seguito dell'incontro fuori programma con il premier cinese Wen Jiabao, il premier indiano Manmohan Singh, il presidente del Brasile IInacio Lula da Silva e il presidente sudafricano Jacob Zuma.
Così quell'accordo con Cina, India, Brasile e Sudafrica è diventato "storico" anche se è lo stesso Obama a definire "non è sufficiente per combattere il cambiamento climatico, ma si tratta di un importante primo passo. Nessuna nazione è interamente soddisfatta con tutte le parti dell'accordo. Ma questo è un significativo e storico passo avanti, è una base sulla quale costruire ulteriori progressi".
La maggior parte degli scienziati concordano però col dire che, data la situazione attuale delle emissioni, se poniamo il limite ai 2 gradi, con molta probabilità si arriverà ad aumentare le temperature di 3-3,5 gradi. Ciò che i Paesi insulari chiedevano, per evitare di essere inondati dall'aumento del livello degli oceani, era che le temperature si potessero alzare al massimo di 1,5 gradi.
Alcuni link:
www.energie-rinnovabili.net/conferenza-clima-onu-copenhagen-2009
il video si trova anche su:
http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/1338-conferenza-di-copenhagen-2009-al-via-i-lavori
http://www.greenme.it/approfondire/speciali/1431-conferenza-di-copenaghen-2009-arriva-laccordo-qimperfettoq-
http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/1339-cop15-cosa-significa-breve-storia
http://www.ansa.it/web/notizie/postit/copenhagen/2009/11/20/visualizza_new.html_1619366932.html
http://www.denmark.dk/en/menu/Climate-Energy/COP15-Copenhagen-2009/cop15.htm
www.pianeta.it
http://unfccc.int/2860.php
www.un.org/wcm/content/site/climatechange/lang/en/pages/2009summit