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Malasanità o cattiva informazione?

Quando la controinformazione diventa disinformazione - "Striscia la notizia" segnala un falso caso di assenteismo

Di solito “Striscia la notizia” svolge un ruolo di controinformazione rispetto all'informazione, non sempre congruente alla realtà, che ci viene fornita dai media. Ma l'opera di denuncia e controinformazione svolta dal programma di Canale5 può cadere negli stessi errori di distorsione della realtà.

Il 6 aprile nell'ambito dell'inchiesta sull'assenteismo nella sanità pubblica, “Striscia la notizia” denunciava la situazione dell'Ospedale Infermi di Rimini, mostrando un video in cui tre persone timbravano più cartellini. Sulla base di questo video, veniva affermato che alcuni dipendenti dell'ospedale di Rimini registrerebbero una loro falsa presenza.

Ma, come precisato in un comunicato stampa della stessa AUSL, la modalità di timbratura con cartellino a cartoncino “non riguarda alcun operatore dipendente dell’Azienda stessa, in quanto tutti i dipendenti, dal 1993, registrano le loro presenze – assenze utilizzando unicamente il badge magnetico personale, che si attiva solo se avvicinato al lettore”. Attualmente, “il cartellino a cartoncino è quasi esclusivamente riservato a studenti dei corsi di laurea, a tirocinanti e frequentatori volontari della struttura ospedaliera, verso i quali normalmente l’Azienda non dispone alcun riconoscimento economico” oppure a pochi operatori con contratto libero professionale.

Quindi “Striscia” ha sì segnalato un fatto comunque grave (anche se i “pianisti” fossero studenti) tanto che la procura di Rimini ha aperto un'inchiesta, ma probabilmente è incappata nello stesso fenomeno che spesso denuncia - mancata verifica dei fatti e diffusione di informazioni in modo approssimativo - il che, corredato dal commento ironico del programma e dal richiamo della notizia effettuato da alcuni giornali locali (Corriere di Romagna, Il Resto del Carlino) il giorno successivo, sfocia in un discredito per i dipendenti dell'Azienda USL di Rimini.

E pone a tutti noi il richiamo a utilizzare la nostra coscienza critica per filtrare le informazioni che ci vengono fornite, anche laddove siano corredate dalla testimonianza di video.